Scarello Coltello

Una rima baciata: il più semplice ed antico giuoco di parole che anche nella sua definizione contiene una certa cifra di intimità. Le parole, il bacio, il coltello. La costruzione di un pensiero, il gesto, il progetto nascono anche da questi piccoli meccanismi espressivi, così consueti da apparire scontati. Normali.
Eppure anche la normalità quando viene elevata alla massima potenza diventa un sistema di riferimento dove lo straordinario è di casa, a portata di mano: e osservando Emanuele Scarello lavorare, assaggiando i suoi piatti, studiando i suoi gesti mi sono reso conto che era proprio quello il fulcro della ricerca. E mi sono messo all’opera per distillare la normalità fino a renderla straordinaria.

L’uso

La cucina di Emanuele Scarello non prescinde dalla tecnica: la conosce, la usa e la dimentica quando è l’ora. Lontana dalle ostentazioni velleitarie, cerca nella prossimità il sapore quotidiano e nel rispetto dell’ingrediente la proiezione della sorpresa.

Il coltello quindi assume la personalità del cuoco se accarezza la materia senza violarla, se ne separa le parti trasformando il taglio in un semplice, momentaneo allontanamento. Come quando un’esperienza diventa memoria, ma continua a far parte di noi.

Il gesto di Scarello è asciutto, il movimento è sobrio come tutto il suo modo di essere e di vivere la cucina: senza orpelli ma con tutti i dettagli al loro posto.

Pensavo: normale e straordinario. Sobrietà e dettaglio. Avevo la soluzione, ho acceso i fuochi.

I coltelli

Il disegno dunque, deve essere normale: ma così rarefatto e asciutto da trasformarsi in un refolo di Bora al bisogno. Soberrimo, tanto da non suscitare alcun timore nell’impugnarlo: tanto da chiamare la mano con stretta fraterna. Ma curato nel dettaglio con l’occhio che diventa lente di ingrandimento, esasperando la ricerca e l’azzeramento dell’imperfezione. Ogni pezzo dunque è capolavoro, nel senso che gli si attribuiva nelle officine metalmeccaniche dei decenni passati: unico, diverso, perfetto.

Il manico racchiude questi pensieri nel calore del legno di corniolo: di nuovo un’essenza normale nella nostra regione – così come la cucina di Scarello che resta fortemente legata ai luoghi e alle genti del Friuli – che diventa stupefacente nell’espressione delle venature, nella ricchezza delle sfumature, nel prodigio delle sue variazioni.

Le lame

Con le tre lame della serie Scarello Coltello si può affrontare con sicurezza e precisione la gran parte delle preparazioni di cucina. Questa serie è realizzata esclusivamente con una essenza di grande personalità, il Corniolo.

 

Scarello Coltello trinciante cm.20

Lama dalle linee ispirate alla tradizone italiana, raccordate da una punta elegante e da una larghezza d’appoggio che ne suggerisce l’uso in molteplici situazioni. Robusto e bilanciato, confortevole nella quotidianità, a proprio agio sul tagliere

 

Scarello Coltello lungo cm.30

Una lama sottile ma rigida, che unisce versatilità e precisione. Per tagli lunghi e precisi, ma anche per il prosciutto.

 

Scarello Coltello spilucchino cm.10

La più piccola delle lame, utilissima nella cucina di Scarello, attenta e definita nella misura: un taglio nitido e minimo capace di lavorazioni accurate anche in spazi ristretti, micidiale per velocità e maneggevolezza.

 

Testimonianza raccolta da Stefano Caffarri – Il Cucchiaio d’Argento