racconto di Paolo Vizzari

Mauro Colagreco è un fuoco che brucia divampando in due grandi fiamme di colori diversi: dagli arancioni più tenui delle origine abruzzesi che lo segnano per umiltà e spirito rustico, al rosso profondo della pasiòn argentina da cui viene spinto a migliorarsi e non cedere anche quando tutto lo suggerirebbe. Pochi altri cuochi al mondo sentono gli ingredienti e le cotture come lui, abituato quasi a parlare con le braci per chiedere loro il risultato perfetto, e nessun altro unisce meglio il Sud America all’Europa rileggendo la Francia in chiave tanto aggiornata quanto rispettosa.

Michele Massaro invece non puoi che conoscerlo incontrando lungo la via uno dei suoi coltelli e rimanendone stregato. Se guardi la lama ci vedi riflesso ogni colpo di martello che l’ha assottigliata fino all’unica possibile misura perfetta, quella che soltanto un artigiano devoto e folle può riuscire a forgiare.

Dentro al lavoro di uno si rivede l’altro, la stessa soddisfazione figlia della fatica e lo stesso tocco fatato nel trasformare un dettaglio della natura in qualcosa di migliore. Mi aspettavo che farli incontrare avrebbe dato vita a un intreccio spontaneo di persone nate per capirsi senza bisogno di spiegazioni, e non mi ha sorpreso vederlo accadere. Mauro e Michele sono portatori del fuoco capaci di trovare magie nascoste nel calore del legno ardente, due da difendere e sostenere ogni volta che fanno volare una scintilla.